Progetto "Compassion Fatigue" 2016

La vicenda esistenziale e dolorosa di una persona malata può creare altra sofferenza tra coloro che le stanno vicino o ascoltano la sua storia.
Termini quali Compassion Fatigue, Secondary Traumatic Stress Disorder o Vicarious Trauma stanno infatti a indicare, pur con accezioni diverse, lo stato psico-emotivo di sofferenza che scaturisce dall’esposizione continuata al dolore altrui.
Potenziali vittime di tali disordini sono molti professionisti di area sanitaria, tra questi, in primis, gli operatori impegnati nei contesti critici e pediatrici.
Secondo gli studi già realizzati, soltanto attraverso l’impegno personale, una formazione professionale dedicata e un percorso educativo di metariflessione, è possibile giungere a una sollecitudine consapevole e responsabile: la via più autentica per accogliere, comprendere e aver cura, con passione e intenzione, di coloro che soffrono e nella loro fragilità ci chiedono di comprendere ed accoglier la loro umanità dolente.

Il progetto di ricerca prevede la realizzazione di un piano di monitoraggio e prevenzione all’interno di una unità operativa al fine di aiutare gli operatori ad acquisire un buon equilibrio tra tutela del sé e sollecitudine verso l’altro, reso più fragile dalla malattia. Il progetto per ora è stato avviato presso la Scuola di Specializzazione in Oncologia della Scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università degli studi di Padova, grazie alla collaborazione del prof. Pierfranco Conte.

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