Progetto "Fiabe in pediatria" 2014-2016

L’esperienza di malattia nella vita di un individuo in età evolutiva, bambino o adolescente, irrompe nel suo quotidiano agendo come un fattore di disturbo particolarmente incisivo dato che è in grado di alterare tutti gli equilibri che caratterizzavano la vita del minore prima di ammalarsi.
La malattia e, nei casi più gravi, le sue conseguenze a lungo termine, possono interrompere bruscamente o limitare in modo significativo la maturazione delle abilità psicomotorie, ma anche cognitive, affettive, emotive e quindi identitarie del soggetto: in pratica tutto lo sviluppo umano del minore viene ad essere minacciato.

Da un punto di vista educativo, nei confronti di bambini e adolescenti che si trovino a vivere situazioni di questo tipo, ogni finalità di intervento dovrebbe essere orientata a favorire il mantenimento di determinati percorsi di umanizzazione della loro persona. Per garantire questo, occorre procedere educativamente orientati da obiettivi ben definiti che sappiano contrastare l’azione decostruttiva ed involutiva dell’esperienza di malattia.

Il Progetto “Fiabe in Pediatria” nasce nel 2012 e coinvolge oggi più di otto sedi ospedaliere dislocate in diverse città del Veneto.
Il progetto di ricerca e educativo vuole sperimentare e valutare l’efficaciadi una strategia di intervento educativo che prende le sue origini dalla Narrative Based Medicine e si realizza concretamente attraverso laboratori di story telling e l’utilizzo delle fiabe.
Il racconto di fantasia infatti, secondo molti studi, è in grado di soddisfare alcuni dei bisogni vitali più significativi del bambino e dell'adolescente in genere, tanto più se fragili e malati.
Tra questi bisogni, in particolare, vi è l’acquisizione di alcune abilità di espressione simbolica e creativa in grado di consentire al minore di trovare luoghi e spazi narrativi di fantasia dove esprimere la sua libertà e desiderio di significazione rispetto ad una esperienza vissuta che altrimenti resterebbe incompresa e, di conseguenza, ancora più angosciante.
Nei nostri laboratori di storytelling il minore che ascolta e crea racconti di fantasia, può di fatto accedere ad un sentimento di autostima che si genera direttamente dalla speranza appresa dall’intreccio del racconto sentino o inventato e dall’aver trovato ascolto nell’educatore o insegnante che lo accompagna nel percorso di fabulazione.

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